PERCHÉ IL BAMBINO INTERIORE È IMPORTANTE?
Nel linguaggio di Psicologia Selvatica, il bambino interiore è importante perché custodisce qualità che crescendo possiamo imparare a mettere da parte: il gioco, la leggerezza, la spontaneità, la fiducia, la capacità di sentire e di lasciarsi sorprendere.
“Il bambino interiore: puoi saper giocare, collegarti con la purezza, con la fiducia nella vita.”
Non significa tornare indietro o diventare infantili. Significa recuperare una parte di noi che sa ancora entrare nell’esperienza senza dover controllare tutto, che sa ridere, giocare, essere curiosa, sentire il piacere e la vitalità del momento.
“Immagina di tornare bambino, di ricordarti cosa significa giocare, ridere, sentirti di nuovo leggero e libero.”
Questa parte diventa importante soprattutto quando la vita adulta si restringe intorno a doveri, automatismi, ruoli e identità troppo rigide. Prova a cambiare punto di vista è ragionare sull'idea che il problema non sia avere una sola parte “sbagliata”, ma vivere come se fossimo fatti da un unico personaggio.
“Perché se nel gioco della vita abbiamo più personaggi da poter mandare in campo, abbiamo più libertà di poter esprimere chi in fondo già siamo.”
Recuperare il bambino interiore significa quindi recuperare possibilità. È poter essere seri quando serve, ma anche leggeri. Responsabili, ma ancora capaci di stupore. Forti, senza perdere sensibilità e gioco.
Nel percorso, inoltre, il bambino non viene idealizzato.
“Però al tempo stesso il bambino ha talmente tanti bisogni e dipende dagli altri.”
Ed è proprio questo che rende importante conoscerlo: poter accogliere i suoi bisogni senza lasciare che siano gli unici a guidare la nostra vita. Il bambino può portare gioia, fiducia e libertà, ma ha bisogno di essere integrato con le altre parti.
Il lavoro sulle parti interiori parte da un principio molto chiaro:
“Ogni parte di te ha motivo di esistere, ha diritto di esistere, ha un messaggio per te, ha dei bisogni, ti vuole comunicare qualcosa.”
Per questo ignorare o rinnegare il bambino interiore non lo fa scomparire. Al contrario, Giorgia osserva:
“Più tendi a rinnegare parti di te, più le cacci fuori dalla porta, ma entrano dalla finestra.”
Il punto non è quindi vivere “da bambini”, ma restituire a questa parte il suo spazio giusto.
Parlo spesso di un ritorno verso qualcosa che, a un certo punto, può essersi spento:
“Siamo tornati là, laddove la linfa si era fermata, e abbiamo riattivato il flusso, i desideri, i sogni dimenticati.”
Il bambino interiore è importante perché può rimetterci in contatto con quella parte viva che desidera, gioca, sente, immagina e si fida ancora della vita.
Non deve prendere il comando di tutto. Deve poter tornare a esistere.
Ed è proprio questo il senso dell’integrazione: diventare adulti senza perdere la gioia del bambino.
“Questo sì che significa essere Adulti Vivi e completi.”