PERCHÉ L’ADULTO INTERIORE È IMPORTANTE?
Nel linguaggio di Psicologia Selvatica, l’adulto interiore è importante perché è la parte che può vedere le altre parti senza essere completamente trascinata da una sola di loro.
Non cancella il bambino.
Non spegne l’adolescente.
Li integra.
Giorgia lo sintetizza così:
“E ora tante allieve sono approdate all’adulto e al genitore interiore, non essendosi dimenticate né della gioia del bambino, né del fuoco cazzuto dell’adolescente dentro di loro.”
Questa è una distinzione fondamentale: diventare adulti non significa diventare rigidi, seri o controllati. Significa avere abbastanza presenza da poter scegliere quale parte di noi serve in quel momento.
“Il benessere passa attraverso il poter mandare in campo il giocatore di cui ho bisogno in quel momento, che ha le risorse importanti per quella determinata situazione.”
L’adulto interiore è importante proprio perché introduce scelta.
Se una sola parte prende sempre il sopravvento, finiamo per reagire nello stesso modo in situazioni completamente diverse. L’adulto, invece, può osservare quello che sta succedendo e domandarsi: di quale risorsa ho bisogno adesso?
Giorgia lo esprime così:
“La cosa importante è che ognuna abbia la propria giusta collocazione all’interno di noi, il proprio spazio, il proprio volume, e che io riesca ad essere sufficientemente presente nella situazione da mandare in campo la parte più adeguata ad affrontare quella situazione.”
Questa presenza permette di non essere sequestrati automaticamente da paura, rabbia, bisogno di compiacere, giudizio o critica interiore.
“Per fare questo devo allenarmi ogni giorno ad essere presente, a non farmi sequestrare dall’emozione, dal pensiero, dal critico interiore, dai miei blocchi, dai miei condizionamenti.”
L’adulto interiore non elimina le emozioni. Crea uno spazio tra ciò che sentiamo e ciò che scegliamo di fare.
Nel materiale ritorna un concetto molto vicino:
“Significa riuscire a stare dentro di te, ai tuoi pensieri, alle tue emozioni, senza farti trascinare da loro.”
È qui che entra la figura dell’osservatore.
“Chi sono, tra tutte queste parti? Cerco un centro di gravità permanente. Io sono l’osservatore.”
E ancora:
“Nel momento in cui ho la possibilità di poter osservare tutte le mie parti interiori, è perché ho maturato sufficiente presenza dentro di me.”
L’adulto interiore è quindi importante perché può ascoltare il bambino senza diventare soltanto bisogno, accogliere l’adolescente senza diventare soltanto ribellione, utilizzare la parte diplomatica quando serve, quella assertiva quando è necessario mettere un confine, quella sensibile quando è il momento di ascoltare.
Non cerca di far vincere una parte sulle altre.
L’obiettivo, nei testi, è un altro:
“La cosa più importante alla quale possiamo ambire è che ognuna prenda il giusto spazio, il giusto volume, per far sì che possano coesistere tutte all’interno di noi in maniera pacifica e armonica.”
Per questo l’adulto interiore è legato anche alla responsabilità: riconoscere ciò che accade dentro di noi e recuperare la possibilità di scegliere la risposta.
“Quando capisci che sei tu a scegliere, puoi tornare al timone della tua vita.”
L’adulto interiore è importante perché non ci chiede di rinunciare alle altre parti.
Ci permette di averle tutte a disposizione.
Giocare quando possiamo essere bambini.
Proteggere un confine quando serve l’adolescente.
Fermarci, osservare e scegliere quando serve l’adulto.
È questa integrazione che Giorgia definisce:
“Essere Adulti Vivi e completi.”